andare a recuperare Giò che arriva dalla Svizzera passo far benzina , mentre pago
mi cade lo sguardo su un tipo con la canna tutta piegata a un centinaio di metri di
distanza , dimenticandomi di Giò mi fiondo a vedere : un colpo d'occhio mi dice
che sta pescando a vivo e che più che un pesce quello è il fondo ; una vecchia
canna telescopica che più vetro non si può è tutta inarcata e il puntale lo fà il
secondo passante visto che il primo manca; ancora scettico sul pesce e
propendendo per il fondo sto a sentire la storia del mostro del lago che ha voluto
assaggiare il suo gardon ; mi devo ricredere , non è il fondo : molla un pò di filo e
lo vedo correre , ma poi si blocca , forse il piombo ; certo non sarà un mostro ma
un pescetto di sicuro e deve essere piccolo visto che non rompe la lenza bloccata;
il tizio sta pescando all'uscita del porto nuovo , dove hanno buttato di tutto quando
hanno finito i lavori , per cui solo Nettuno sà come e dove si è impigliato ; sembra
deciso ad aspettare indefinitivamente che il pesce riesca a sbogliarsi da solo; mi
cade l'occhio sull'orologio e mi accorgo che sono quasi fuori tempo massimo per
recuperare Giò alla stazione , quindi ributto a martellate la mia curiosità nel pozzo
della non conoscenza e vado alla bisogna.
Arrivo appena in tempo , raccatto Giò e partiamo per un fine settimana di pesca
(poca) e conoscenze (tante) ; Viaggio senza storia , arrivando rovino il pranzo a
Carlo notificandogli la nostra presenza in loco ; ci ragguaglia dove andare a
pucciare le canne assicurandoci la sua rapida presenza ; il poveretto in quei due
giorni si è fatto in 24 per sostenere la logistica e la sua opera di anfitrione ha fatto
in modo che la Grande Cena fosse un successo.
Ed ecco gli spinnofili che singoli o in gruppetti fanno il loro arrivo ; chi si mette a
ciacolare , chi inizia a lanciare e chi guarda ; un noto annoccatore di marmorate
decide che il fondo del fiume non è arredato in modo elegante e decide di
contribuire con acuni pezzi della sua collezione, un altro , di solito amante dei
cavedani Lariani decide di cambiare spece e se la vede con un barbo che a sua
volta decide di andarsene lasciandolo interdetto davanti all'acqua; Giorgione
raccatta Giò ed altri due giovanissimi ma ferratissimi pescatori e sparisce verso
spot segreti , saranno gli unici a levare qualcosa da quel lago oggi avaro.
ECCO IL REGNO DI CARLO


Io decido di rimanere e dietro i consigli di un noto maestro lacustraro della zona
lancio in direzione di quello che mi viene assicurato come ferrata certa ; "Devi
lanciare in direzione delle paratie , attento che la corrente non ti porti l'artificiale
sotto e blaa, bla, bla" ; mentre eseguo le istruzioni arriva un altro notissimo ed
espertissimo cacciatore di stellate ; come mi vede pescare in quella direzione
ridacchia e parte : "Da quella parte non prendi un tubo , lancia dalla parte opposta
controcorrente " sono in un bel guaio , non voglio scontentare nessuno dei due
maestri e pertanto decido di laciare al centro per non far torto a nessuno, la pesca è
bella perchè è varia.
A poco a poco da una temperatura da primavera avanzata si passa a un freddino
pungente e le prime ombre calano su di noi mentre il sole illumina le cime delle
montagne .


Carlo inizia a raggruppare il branco che ormai si e sperduto per tutto il
paese ; dopo strenue fatiche (come non lo invidiavo) siamo in colonna e ogni tanto
si raccattava qualche disperso ; la strada per raggiungere la meta era una
mulattiera su cui qualche buonanima aveva fatto una gittata di cemento, giusto lo
spazio per posizionare le ruote; non parliamo della pendanza : 182% minimo;
finalmente si raggiunge l'ostello fra fumo e puzza di frizioni bruciate e improperi
vari .
La riunione conviviale si svolge alla grande grazie all'ottimo menù e alle persone
presenti ; un monton di grazie a tutti pur non facendo nomi per non scontentare
nessuno; i racconti , le informazioni , le discussioni e i perculeggiamenti si
sprecano e arriva il momento del rientro; baci ,abbracci e grandi promesse di
rivederci presto.




Carlo ormai stressato dal peso dell'organizzazione resiste e fa l'ultimo sforzo per
accompagnare me e Giò in albergo ; la mattina dopo alle 7 è lì puntuale per
portarci nei suoi spot preferiti : zone in cui i cavedani exstra si sprecano , ma
stanno tutti ritirati nei porti ; nel suo spot preferito una lacustre mi fa una cacciata
quasi sotto i piedi ma non dimostra interesse per il mio pezzetto di legno; tira che
ti ritira , spot dopo spot ma il risultato non cambia , cappotto su tutta la linea;
unica cosa strana: branchi di cavedani di buona taglia che ci passavano e
ripassavano davanti a velocità folle come se fossero inseguiti dal diavolo in
persona , mai visto in tutta la mia vita una situazione simile .
Visto l'impossibilità di una cattura desistiamo e ringraziando Carlo per la
gentilezza e disponibilità mostrata ripartiamo per quel di Luino ; dove porto Giò in
visita ai miei spot preferiti ; nel posto sacro finalmente dei cavedani gigans con un
comportamento civile , non che mangiassero anche se Giò preso da frenesia
piscatorio due lanci li ha fatti , ma stavano là grossi e cicciosi a pelo d'acqua su un
lago piatto e lucido, sporgendo a volte la boccuccia come se volessero mandarti un
bacio.
Finiti piacevolmente i due giorni social/pescatori approfitto per ringraziare tutti
per le belle ore trascorse.
Giordano