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Primo raduno 2017 - Laghi La Vallata - Castelletto di Cuggiono (MI)

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A PESCA CON ROCCO


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21 risposte a questo topic

#1 davidex

davidex

    PescaSognatore

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Postato 11 November 2016 - 14:59 PM

E così dopo una giornata di ufficio, di cose ripetute mille volte al telefono, di imprecazioni perché incredibilmente quando è il tuo turno di farti un caffè c’è da aggiungere l’acqua alla macchinetta o da svuotare il cassettino con le cialde, oppure la fotocopiatrice incrocia la braccia perché va cambiato il toner proprio quando tu devi fare un’unica, semplicissima fotocopia, oppure manca la cartuccia alla stampante, insomma dopo che tutte le leggi di Murphy si accaniscono costringendoti a mettere mano alla riserva speciale di pazienza, arriva il momento in cui puoi staccare, uscire con gli occhi spiritati dall’ufficio, sentire il tepore di fine agosto sulla pelle e realizzare che ci sono ancora un paio d’ore di luce, che bastano 5 minuti per raggiungere casa, altri 5 per cambiarsi e altri 5 per prendere la monopezzo da spinning, un po’ di artificiali, inforcare la vespa e fiondarsi appena fuori paese, in un canaletto a fare qualche cavedano come premio per la giornata infernale.
Prendi la sterrata rallentando e procedi piano, perché ormai sono trent’anni che sei un vespista e sai benissimo che l’effetto della ghiaia sulla ruotine del tuo gioiello è anche peggio del ghiaccio, e una volta hai pure già dato tirando dritto dopo una frenata brusca, saltando una cunetta e andando ad insaccarti dentro la rete divisoria di una coltivazione di kiwi. Scali in seconda e dallo specchietto vedi alzarsi la tipica nuvola bianca della sterrata in periodo di siccità. Ti senti come Tex Willer che galoppa in mezzo alla polvere del deserto del Sonora. Superi il ponticello sul primo fossato, torbido e lento, entri nel pioppeto, scarti di lato su un altro ponticello e spegni la vespa. Senza nemmeno levarti il casco osservi il canaletto che scorre sotto: acqua bassa ma limpida e qualche sagoma scura pochi metri più in giù che si muove indolente. Gli angoli della bocca risalgono lievemente in un sorriso impercettibile e dentro ti scorre il brivido del predatore che ha già odorato la preda.
Inizi con un rotantino argentato. Il primo lancio sfiora la perfezione, anzi: è perfezione pura! Lo fai cadere esattamente sotto un cespuglio penzolante sulla riva opposta, tempo qualche decimo di secondo, praticamente non fai nemmeno girare la manovella, basta un colpetto di polso e arriva la cacciata. Il cavedanello si ferra da solo e poi concede una breve ma intensa lotta.



Telefono, clienti isterici, fotocopiatrice mestruata, macchina del caffè schizofrenica e tutto il resto vengono di colpo annullati, spediti lontano, scompaiono come la forfora dalla giacca dopo una robusta scrollata.
Viva la vita. Viva la pesca. Viva l’estate (anche se sta finendo, in spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più, è il solito rituale però mi manchi tu, e i Righeira chissà che fine hanno fatto).
Tutto procede bene, fai un persichetto, un altro cavedano, scendi pian piano il canaletto e stai bene. Poi ti accorgi che non sei solo. Il terreno inizia a tremare, tipo quando passa un camion o una grossa macchina agricola. No, non esageri: lo senti proprio tremare, non un terremoto, intendiamoci, ma intuisci perfettamente la presenza di qualcosa di grosso che si muove. Ti giri e vedi avanzare verso di te una bestia che sembra uscita da un film, anzi: vedi in carne ed ossa il “mastino dei Baskerville”, un molosso esagerato che cammina a fianco di un bimbetto che, in piedi, non gli arriva alla testa. Più indietro un uomo sulla quarantina che sta parlando al cellulare. Realizzi che ci sono un figlio, un padre e un cane talmente enorme che non pensavi potesse esistere una bestia simile.
Invece esiste ed è a un metro da te, dietro, che ansima, sbava e guarda con preoccupazione la tua canna da pesca. Ti blocchi a pensare a cosa potrebbe fare se lanci. Magari credere che stai facendo le prove per picchiarlo? O per infilzarlo? O vuoi picchiare e infilzare il bambino? Ti blocchi e aspetti, perché se questo si inxxxxa ti mangia intero e poi sputa le ossa pian piano come fossero semi di ciliegia.
“Ciao, sei un pescatore?”
Il bambino ha una voce flebile ma decisa.
“Ciao, si sono un pescatore.”
“Sei tu che hai disegnato quei pesci sugli alberi?”
Pesci sugli alberi? Disegni? Ti guardi intorno senza capire finché, seguendo l’indice del bimbo, vedi questi:



Prima non ci avevi fatto caso, ovvio, guardi l’acqua del canale, mica i tronchi dei pioppi.
“Papà mi ha detto che sono pesci ma non sa di che specie sono e mi ha mandato qui da te per chiedertelo.”
E bravo papà che, per non spiegare al figlio che c’è gente minus dotata che gode nel disegnare falli sugli alberi, si inventa che siano pesci e poi trova pure un xxxx da cui mandarlo per avere spiegazioni più dettagliate, mentre lui continua imperterrito con il cellulare attaccato all’orecchio. Chissà con chi sta parlando, ogni tanto ride, con l’altra mano gesticola. Ti viene il dubbio che abbia allontanato il figlioletto per poter discutere in pace magari con l’amante. Poi lo guardi bene e no, non ha la faccia e nemmeno il fisico del trombatore, la fisionomia è quella del triste impiegato che trasgredisce una volta a settimana facendo il fantacalcio con gli amici.
Ai bambini bisogna sempre rispondere. Quindi, stando sempre attento a non fare movimenti troppo bruschi con la canna, ti dirigi verso le opere dell’artista anonimo, con il cane che ti si piazza a lato esalando sbuffi caldissimi.
Guardi il primo “pesce”. Tozzo, corto e largo. Poi l’altro, più indietro, lungo ed esile.
“Sono predatori” Dichiari con voce ferma.
“Appartengono alla famiglia degli esocidi, in pratica sono dei lucci, ne hai mai sentito parlare?”
Il bimbo ti guarda negli occhi e scuote la testa. No, non ne ha mai sentito parlare.
“In pratica sono pesci che si nutrono di altri pesci. Quello lì più lungo è il luccio Rocco, in latino “esox roccus” quello che ha le prime scelte, che si pappa le prede migliori. Quell’altro invece è il parente povero, il luccio comune, in latino “esox comunis”, in pratica si accontenta di quello che trova.”
“E come mai il luccio Rocco si sceglie le prede e l’altro no?”
“Perché è più lungo e più grosso, in natura funziona così.”
Ti senti un po’ in colpa ma capisci che è giusto che un’ora dopo, a cena, il frugolo spieghi alla mamma e al papà distratto che esistono i lucci rocco e i lucci comuni.
“Lo immaginavo. Anche lui si chiama Rocco” ti dice il pargolo indicando il cane “abbiamo anche Limonata, una cagnetta più piccola che mangia in casa perché se gli diamo il cibo insieme Rocco si mangia tutto lui.”
Anche il cane si chiama Rocco. Eh, che coincidenza, butti l’occhio nelle parti intime del quadrupede e capisci che non è un caso. In merito a “Limonata” non sai cosa pensare.
“Mi fai vedere come si prende un pesce? Magari un luccio rocco?”
“Eh no, qui i lucci rocco non ci sono e comunque io non li prendo mai, nemmeno quelli comuni, se vuoi proviamo a prendere un cavedano che è un bel pesce argentato, però siamo sicuri che il tuo cagnolino non si arrabbi nel vedermi muovere la canna?”
“No no, Rocco è bravo.”
Non sei convinto. Ti dirigi lento verso il canaletto andando nella direzione da dove, barcollando, sempre con il telefonino incollato all’orecchio, arriva il papà che ti sorride e, quando sei a pochi metri da lui, lo senti chiaramente scandire “Va bene Matteo, prendiamo anche Icardi allora, anche se è scontato che farà almeno una tripletta al Palermo. Ciao ciao, ci sentiamo domenica sera.” Dicevi poc’anzi del fisico da fantacalcio e pensi che Sharlock Holmes è una xxx in confronto alla tua perspicacia deduttiva.
Scambi due parole, vieni a sapere che hanno parenti nella bassa ma abitano altrove, vicino alla città e che il cane è un mastino dei Pirenei che sicuramente non ha nessuna intenzione di divorarti se fai qualche lancio. Così provi a prendere un pesce vero da mostrare al bimbo che, lo sai già, poi ti chiederà di provare lui e lo farà nel momento in cui squillerà il telefono del papà che poi inizierà un’altra lunghissima conversazione per sistemare la difesa della squadra del fantacalcio. Farsi un’amante no?
Comunque, sarà la presenza del cane, sarà che magari non sei così convinto, ma lancio dopo lancio non si vede una bollata. Il papà continua a parlare, dice che da bambino andava a pesca anche lui, prendeva le tinche negli stagni delle “giasare” su in Lessinia. Il figlioletto invece è concentrato sul lancio e sul recupero. Tiri fuori la scatoletta degli artificiali per cambiare cucchiaio e quando la apri al bimbo si illuminano gli occhi e inizia a chiederti di tutto e di più, come fosse di fronte al più bel giocattolo del mondo. Alla fine fai scegliere a lui l’artificiale e lui prende un martin vespa del 6, tu lo guardi con ammirazione perché era esattamente quello che volevi mettere tu. Nel frattempo il cell del papà inizia a suonare. Pochi secondi di musica latino-americana poi risponde e stavolta è la moglie: è ora che tornino a casa.
Benissimo ti dici, almeno potrai goderti l’ultima mezzora di pesca in santa pace. Invece no, perché allami un cavedano, robetta da un paio di etti, e quando lo salpi, lo stacchi, lo mostri al bimbo e poi lo ributti dentro succede l’imprevedibile: Rocco abbaia deciso e si butta nel canale!!!
Vuole riprendere il pesce.
Non si sa se per fame o perché magari è abituato a fare il gioco del riporto, fatto sta che dentro il fosso succede il finimondo: la mole del cane esce per metà dall’acqua mentre immerge la testa, si muove goffo producendo onde, tutto diventa torbido e ad un certo punto escono dalla superficie persino delle alborelle come quando si trovano minacciate da un predatore. Il bimbo chiama il cane. Il papà chiama il cane. Tu chiami il cane. Poi il cane esce sulla riva opposta con un cavedano in bocca. Potrebbe davvero essere quello che hai liberato pochi secondi prima, ma non c’è tempo di pensarci più di tanto perché se lo pappa. Sissignori, se lo mangia proprio, tutto intero. Poi guarda da questa parte, scende nel canaletto e risale, sporco e bagnato. Padre e figlio sono visibilmente scossi. Il primo è preoccupato per l’effetto del fango e dell’acqua di fosso nel bagagliaio, il secondo continua a dire: “ma non sono i gatti che mangiano i pesci?”.
Salutano in fretta e si dirigono verso il ponticello.
Resti lì assieme agli ultimi raggi del sole, bassissimi, che scivolano sotto le corolle dei pioppi. L’acqua si muove ancora. Immagini che tra i pesci del canale si stia già spargendo la voce che è arrivato un predatore nuovo, un mostro enorme. Sei convinto che si rintaneranno e se va bene usciranno fuori a Natale.
Allora ti siedi e decidi che va bene lo stesso mentre qualche zanzara inizia a ronzarti nelle orecchie. Respiri l’umidità che inizia a salire, appaghi il tuo senso poetico osservando una foglia secca che scende lenta, ruotando lentamente su se stessa. Ti dici che in quel momento non vorresti essere in nessun altro posto. Insomma stai bene ma pensare troppo fa male, soprattutto quando hai dei pensieri pesanti che non riescono a stare troppo tempo accantonati. È ora di andare. Stai lì ancora un minuto e con lo sguardo segui l’acqua che scende, lenta ma inesorabile, e vedi che a valle, dieci, quindici metri più in un giù del punto in cui Rocco ha creato scompiglio, un pesce sta bollando. Lo fa una volta creando il classico gorgo in superficie. Poi una seconda, poi una terza. Allora prendi la canna e senza troppa convinzione ma con il dovere morale di provarci, lanci un metro più in là del cerchio dell’ultima bollata che si sta chiudendo. E arriva la botta. È un pesce di tutto rispetto, da come si difende pensi che potrebbe essere un luccio, ma di quelli veri, non uno di quelli che hai spiegato al bimbo. Invece è un cavedano, un altro cavedano, ma stavolta davvero un bel pezzo: 47 cm di furbo ciprinide che chiudono una di quelle giornate che si ricordano a lungo.



È fine agosto. Il buio arriva presto. Ti incammini verso la vespa. Infili il casco, fai scendere il piede sulla pedalina, il motore sbuffa fumo bianco, ti siedi sulla sella e realizzi che c’è qualcosa che non va. Sei seduto sul bagnato. Umidità? No, lo capisci al volo immaginandoti la scena: Rocco ha segnato il territorio…



 



#2 The Legend

The Legend

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Postato 11 November 2016 - 15:16 PM

bel report


saluti

The Legend

#3 grande orso

grande orso

    Tommy

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Postato 11 November 2016 - 15:17 PM

:lachtot: :lachtot: :lachtot:

grande davide, racconto divertente e magistalmente scritto, come al solito ;)

mitico! :up:



#4 Jfish

Jfish

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Postato 11 November 2016 - 15:17 PM

mio d1o sto male..dal ridere :lachtot:
 
grandissimo DavideX :applaus: mi era già chiaro il perchè del tuo libro "Racconti di Pesca" fosse andato a ruba! Ora lo è ancora di più :-D
 
e con questo ben di d1o di racconto, ti candidi, a mani basse, come winnner del mese di ottobre :up:

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#5 Fario-CH

Fario-CH

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Postato 11 November 2016 - 15:26 PM

gran bel racconto, mi sembrava di essere li al tuo fianco ( meglio che a quello di Rocco !!) ,

bravissimo , anzi chapeau !!  :)



#6 Fario-CH

Fario-CH

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Postato 11 November 2016 - 15:28 PM

mio d1o sto male..dal ridere :lachtot:

 

grandissimo DavideX :applaus: mi era già chiaro il perchè del tuo libro "Racconti di Pesca" fosse andato a ruba! Ora lo è ancora di più chiaro :-D

 

e con questo ben di d1o di racconto, ti candidi, a mani basse, come winnner del mese di ottobre :up:

ragazzi, io non oso, ma qualcuno puo' dire al JFabio che siamo gia' a novembre  ?  :ultragrin: :ultragrin:



#7 pennzoil

pennzoil

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Postato 11 November 2016 - 17:23 PM

belli i cavedani e  bella anche la storiella per il bimbo  :D  :D poi inventata così su due piedi... :respekt:


pescjador furlan


#8 Giänji

Giänji

    All' 8° lettera...

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Postato 11 November 2016 - 18:49 PM

 Complimenti davvero, racconto stupendo  :gott:  :gott:  :respekt:

PS: Quale libro??  :D


Relazione complicata con l' "H
Dov'è la CUGGGINA??
Ex utente Juan
La pesca è come una partita a battaglia navale. Oggi K8 domani C6...

#9 federix

federix

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Postato 11 November 2016 - 18:56 PM

Eh beh, si sente lo scrittore che è in te! 

Racconto divertentissimo :up:  :up:  ;)

 

 Complimenti davvero, racconto stupendo  :gott:  :gott:  :respekt:

PS: Quale libro??  :D

Questo ;) http://www.pescanetw...acqua-racconta/


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#10 Frengo85

Frengo85

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Postato 11 November 2016 - 19:26 PM

Racconto che si fa sempre più appassionante mano a mano che si continua nella lettura. Era da un po' che non mi capitava... 😉

#11 LeoM

LeoM

    Allevatore vacche da topic & "rod builder"

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Postato 11 November 2016 - 19:56 PM

plot twist: niente, già sono morto, resuscitato e morto di nuovo per le risate :D :D :D
Parco Laghi 2012 - Vaia 2012 - Val Formazza 2012 - Terlago 2012 - Cronovilla 2012 - La Vallata 2013 - Parco Laghi 2013 - Baceno 2013 - Vaia 2013 - Cronovilla 2013 - La Vallata 2014 - Parco Laghi 2014 - Feriolo 2014 - Terlago 2014 - Cronovilla 2014 - La Vallata 2015 - Parco Laghi 2015 - Feriolo 2015 - Garlate 2016 - Cronovilla 2016

#12 patocol2003

patocol2003

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  • Tecnica: spinning
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Postato 11 November 2016 - 20:20 PM

bellissimo racconto, :cooler: :cooler: :cooler: :cooler:


Don't be afraid to go after what you want to do,and what you want to be.     nac_zps2n2rf3ka.jpg
But don't be afraid to be willing to pay the price!!                                               


#13 doppiorhum

doppiorhum

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Postato 11 November 2016 - 21:05 PM

Spettacolare racconto, scritto come sempre in modo sopraffino che mi piace un sacco.

Mitico Davide :applaus: :applaus:

 

 

gran bel racconto, mi sembrava di essere li al tuo fianco ( meglio che a quello di Rocco !!) ,

bravissimo , anzi chapeau !!  :)

 

a fianco di rocco non ci sono problemi....e stargli davanti che è rischioso :D :D :D

 

J l'abbiamo perso ormai, inutile girare il coltello :lachtot: :lachtot: chissà se arriva domani al raduno oppure il 12 di dicembre :lachtot: :lachtot: :ironie:


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No sponsor, no lies


#14 Scacchia

Scacchia

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Postato 11 November 2016 - 21:16 PM

GRan REport  :respekt:



#15 Carletto Sampei

Carletto Sampei

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Postato 11 November 2016 - 21:48 PM

Bellissimo,sembra proprio di rivivere quei momenti!
ex utente ridle22

#16 walter

walter

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Postato 12 November 2016 - 00:16 AM

:gott: :gott: :gott:

 

certo che c'e' gente strana in giro. da noi sui colli qualcuno ha tappezzato i segnalini di un sentiero con disegni di alieni. (????? ok che sono considerati una importante "finestra ufologica", che ci sono i resti di piccole strutture militari ora abbandonate, che sui colli e' successo di tutto specie alcuni anni fa, ma ora come ora sono una zona piuttosto calma...)


" alt=" alt=


keep fightin' | if you can't follow me maybe you're not crazy enough... | devastazione, delirio, inutilita' e allegro sbarellamento :crazy:

[url="""]netiquette[/url]

 

лохі мы змаглі трапіць у ваш паршывы вэб -сайт з дапамогай дабрадушны вэб - качка

#17 Luca M.

Luca M.

    Provarci sempre!

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Postato 14 November 2016 - 07:49 AM

Bellissimo racconto, scritto in stile!  :respekt:

 

Non so perchè ma appena ho letto luccio rocco ho subito pensato ad un altro noto individuo del forum!  :D  :lachtot:  :lachtot:


Luca


#18 Grezzo

Grezzo

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Postato 14 November 2016 - 09:35 AM

Bellissimo!

 

PS il papà del bimbo ero io, te la sei cavata alla grande :ultragrin:



#19 Crash-83

Crash-83

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Postato 14 November 2016 - 12:29 PM

:lachtot: stupendo topic! bravissimo! e belle catture! 


"Se pescassi solo per catturare pesci, i miei viaggi di pesca sarebbero terminati da tempo."

Zane Grey

"... trovo ancora gente che viene presa da sgomento se dico pesco il pesce e dopo lo ributto dentro..."    
Steno    


#20 linuz

linuz

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Postato 14 November 2016 - 12:39 PM

certo che arrivare a disegnare dei falli sugli alberi, solo per poter fare una foto che dia il "la" al racconto, è davvero da criminali :lachtot: :ironie:

 

certo che una foto a Rocco potevi farla :D (il cane, non l'esox) :lachtot:

 

mamma mia... davvero un report che entrerà negli an(n)ali di Pnet! :up:

grandissimo davidex :respekt:


"They say you forget your troubles on a trout stream, but that's not quite it. What happens is that you begin to see where your troubles fit into the grand scheme of things, and suddenly they're just not such a big deal anymore."
John Gierach



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