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BAROTRAUMA Lucci gassati!


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7 risposte a questo topic

#1 riko

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Postato 08 July 2016 - 13:13 PM

Vorrei capire alcune cose sul problema in cui possono incorrere i lucci.

 

In natura, ossia durante la sua normale attività predatoria, può incorrere nel barotrauma?

 

Questo inconveniente si verifica solo ed esclusivamente incannando un luccio in acque profonde, se si, che sbalzi in metri provoca la non compensazione, oppure può succedere anche in poca acqua, per esempio due metri?

 

C'è relazione tra il fenomeno del  pesce gassato e l'intensità del combattimento o la durata?

 

Se incappiamo in questo fenomeno l'unico rimedio consiste nel massaggiare il pesce cercando di farlo

"ruttare ?"

 

grazie....

 

 



#2 Matteo Frigo

Matteo Frigo

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Postato 08 July 2016 - 19:29 PM

Ciao Riko!

 

Ti cito un passaggio di un articolo di Marco Milardi scritto  qui --> http://esoxitalia.bl...vitare.html?m=1

La trovo una spiegazione molto chiara ed esaustiva su punti di cui chiedevi delucidazione.

 

Ovviamente chiedo agli admin di modificare qualora non dovessero trovare il mio post opportuno

 

 

Durante la stagione estiva ed in grandi laghi puo' succedere che i lucci si spostino in zone profonde, alla ricerca di acque piu' fresche ed ossigenate oppure durante la caccia ai banchi di pesce foraggio.
La cattura in questi momenti non e' facile ma molti pescatori la seguono assiduamente perche' puo' portare in barca alcuni dei pesci piu' grandi, sia con la tecnica della traina che con il vertical jigging sui banchi di foraggio..
 
Purtroppo durante la fase del recupero ad alta profondita' puo' succedere che il luccio sviluppi una disfunzione della vescica natatoria.
Gassed up (gassato) e' un termine usato dagli angler americani per indicare i pesci che, pescati in profondita', non riescono a mantenersi dritti e a tornare negli strati piu' profondi.
Non sempre un pesce con questo problema e' facilmente identificabile fisicamente, la vescica natatoria puo' essere rigonfia e quindi lo si nota per la pancia gonfia e turgida ma puo' anche non esserlo e si puo' diagnosticare dal semplice fatto che il pesce non riesce a mantenere l'assetto normale o a tornare verso il fondo.
Non tutti i lucci allamati in profondita' e recuperati in fretta sviluppano questa sintomatologia ma e' chiaro che se si volesse tutelare completamente il pesce non si dovrebbe andare a pescarlo su profondita' elevate.
 
Molti pescatori hanno constatato che si possono presentare casi di quest'ultimo tipo anche in pesci che sono stati catturati in zone poco profonde. Di solito sono attribuibili piu' alla stanchezza indotta dal combattimento che alla disfunzione della vescica natatoria anche se c'e' chi ha teorizzato che sia proprio il combattimento, con un meccanismo ignoto, a provocare la disfunzione della vescica

 

Una soluzione semplice a questo problema e' quella di ridurre il piu' possibile i tempi di combattimento grazie ad attrezzature adeguate per quanto riguarda i casi in acque basse. Per i lucci allamati in profondita' pero' sarebbe controproducente diminuire il tempo di recupero perche' salirebbero troppo velocemente aggravando il problema o perfino aumentare il tempo di recupero per via dei danni da acido lattico che ne deriverebbero.

Il luccio e' un pesce fisostomo, che cioe' ha una vescica natatoria in comunicazione con la bocca e che puo' ingoiare o ruttare aria per regolarne la pressione. Questa comunicazione si interrompe a volte durante il combattimento creando la sintomatologia.

Cosa si puo' fare:
 
 
  • L'unica cosa da fare, nel caso ci capiti per le mani un luccio gassato nonostante tutte le precauzioni che abbiamo preso in precedenza e' rimanere con il pesce. Tenendolo per la coda, fuori dal lato della barca, e mantenendolo in assetto muovere la coda a destra e a sinistra fino a che il pesce riparte.
  • Un gentile massaggio sulla pancia, dalla coda verso la testa, effettuato con l'altra mano puo' aiutare a far "ruttare" il pesce che poi dovrebbe recuperare piu' rapidamente.
  • Un pesce gassato puo' metterci un bel po' di tempo a riprendersi per cui non abbiate paura di stare col pesce mezz'ora o anche piu', controllate che una volta partito il pesce riesca a mantenersi in profondita' e non ritorni in superficie.
  • Quando succede in estate l'effetto combinato dell'acido lattico, del gasamento e della temperatura dell'acqua in superficie puo' acuire la gravita' di questo problema, quindi massima attenzione durante questo periodo dell'anno. Limitare al minimo il tempo fuori dall'acqua.
  • Evitare operazioni di foratura della vescica natatoria, sono difficili da praticare correttamente e non portano nessun vantaggio in termini di sopravvivenza.

 

 

 

 

 

 

Aggiungo delle considerazioni.

 

Innanzitutto, far ruttare il pesce potrebbe non essere l'unica soluzione.

 

Dei grandi pescatori di lucci, che purtroppo qui non leggono, parlano e hanno sperimentato con successo in alcuni casi la possibilità di mandare giù il pesce alla profondità a cui è stato preso dentro a un carpsack legato all'ancora. Lasciato al pesce il tempo necessario per compensare, lo so ritira su lentamente e lo si lascia andare.

Ovviamente sto parlando di tentativi che si fanno, la certezza assoluta di successo non c'è.

 

Altra questione. Il fenomeno del gasamento è spesso considerato prettamente estivo.

 

Occhio che può capitare anche d'inverno, specie trainando e agganciando pesci che sono in caccia sospesi su palle di foraggio. Ergo, ocio che il rischio di gasare il pesce c'è sempre, soprattutto con i più grossi, che sono anche quelli più delicati...

 

E qui mi ricollego ad una tua domanda
 

 

In natura, ossia durante la sua normale attività predatoria, può incorrere nel barotrauma?

 

Credo non sia impossibile, anzi. Se sta cacciando su una palla di foraggio e parte dal basso, facendo un repentino scatto verticale, può (almeno credo) gasarsi. Però alla profondità di caccia rimane, non viene verricellato su fino in superficie e quindi credo possa avere il suo tempo compensare. 

 

Tornando a noi...


D''estate il rischio di mortalità aumenta, considerando oltre al gasamento anche la combinazione von altri fattori quali l'esposizione del pesce allo shock termico e alla fatica del combattimento (come per altro dice l'articolo).

 

L'ideale sarebbe quindi nei mesi più caldi dedicarsi ad altro o almeno non pescarli a grandi profondità (quello non andrebbe fatto mai) e/o in laghi particolarmente caldi in superficie...

 

Ovviamente queste ultime considerazioni da professorino sono tanto belle, ma in realtà siamo dei maledetti pescatori ingordi, la scimmia da tenere a bada è difficile e poi ti capita quando meno te lo aspetti (esperienza personale e non) che prendi un luccio, magari pure grosso, pensi di aver fatto tutto bene e poi il pesce schiatta per n motivi diversi.

 

Ma tant'è...se non volessimo far male del tutto ai pesci staremmo a casa...

 

Comunque argomento molto interessante e importante, grazie per averlo sollevato. Speriamo nell'intervento di qualcuno sicuramente più competente di me in materia,

 

My two cents

 

Matteo  :hallo:


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#3 riko

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Postato 08 July 2016 - 21:08 PM

Si grazie Matteo, stesso articolo che ho letto anche io. Sentito pure della manovra dell ancora da calare ma mi pare pericolosa se non si conoscono tempi e profondità in cui far sostare il pesce.Gli americani praticano il fizzin ( mi pare si scriva così) su black bass ma credo non sia proprio il caso  :?:



#4 walter

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Postato 09 July 2016 - 00:16 AM

interessante :)

 

domanda: c'e' una "soglia" di profondita' oltre cui aumenta la profondita'? es 5, 10, 20 m?


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#5 mike67

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Postato 09 July 2016 - 07:11 AM

Gran bella guida... io non pesco in barca per ora ma utile direi ;)
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#6 Matteo Frigo

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Postato 09 July 2016 - 08:34 AM

Si grazie Matteo, stesso articolo che ho letto anche io. Sentito pure della manovra dell ancora da calare ma mi pare pericolosa se non si conoscono tempi e profondità in cui far sostare il pesce.Gli americani praticano il fizzin ( mi pare si scriva così) su black bass ma credo non sia proprio il caso  :?:

 

Sicuramente calare il pesce è molto meno pericoloso che fargli un buco in pancia. Peraltro il pesce sta nella sacca e non credo corra grossi pericoli. Tempistiche bo, bisognerebbe sentire il Fede Ielli se passa di qua (FEEEEDDEEEEEEE!  :mod: ). Leggevo di una mezz'ora alla profondità a cui il pesce è stato allamato per farlo compensare. Secondo me la fase più delicata potrebbe essere il ritirarlo su in barca. Se lo si fa troppo in fretta, si rischia di aver reso inutile la compensata.

Qui credo che ci sia da fare solo un miliardo di prove pratiche sul campo prima di poter arrivare a una conclusione valida.

 

Per quanto riguarda il fizzing. 

Partendo dal presupposto che non è propriamente una passeggiata da fare e che la probabilità di successo è bassa, sul luccio non ha senso perchè come si diceva sopra nell'articolo, essendo un pesce fisostomo (vescica natatoria in collegamento con la bocca) può ingoiare o espellere aria direttamente dalla bocca.
Fargli fare il ruttino risulta quindi la soluzione più sicura per il pesce fra le due.


Sul bass si pratica perchè è fisoclisto e quindi la vescica natatoria non comunica con l'apparato digerente e sgonfiarla è l'unica soluzione al problema.

 

NB. pure questa non è farina del mio sacco ma sempre di Marco Milardi

 

interessante :)

 

domanda: c'e' una "soglia" di profondita' oltre cui aumenta la profondita'? es 5, 10, 20 m?

 

Walterino intendi la soglia di profondità oltre cui aumenta la probabilità di gasamento? 

Non credo ci sia una soglia vera e propria.

D'estate i lucci nei grandi laghi si piazzano all'altezza del termoclino, quindi tendenzialmente quella potrebbe la soglia.

D'inverno il termoclino non c'è più e quindi dare una soglia sarebbe come tirarei numeri al lotto.

 

Ad ogni modo, vuoi per motivi tecnici (fisicamente mandare giù un patellone da 30/40 cm oltre i 10/12mt diventa complicato) vuoi perchè il rischio di gasamento aumenta, noi non peschiamo mai su fondali che vanno oltre 13, massimo (ma a memoria ancora non ci ho pescato) 15 mt.
Poi nulla vieta che stai pescando sul bordo del gradino, sull'eco c'è scritto 11 mt, il pesce parte dal bordo più esterno del gradino stesso (3/4 mt più giù) e ti ritrovi il pesce gasato (storia vera, capitata in inverno).

 

Credo comunque che quello che fa veramente la differenza sia lo scatto verticale che fa il pesce per prendere l'esca, non tanto il recuperare il pesce dalla profondità (visto che comunque non lo tiri su di peso come un salame). E da qui la possibilità che il luccio ti si gasi anche su profondità modeste (5/6 mt) se stai pescando sospeso o poco sotto la superficie. Per questo, e mi riferisco a Mike, non me la sento di escludere in toto la possibilità di tirar su pesci gasati anche da riva. Non ne ho mai sentito parlare, però magari succede...


Questo post è stato modificato da Matteo Frigo: 09 July 2016 - 08:36 AM

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#7 walter

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Postato 09 July 2016 - 11:13 AM

ok, quindi consideriamo che il rischio inizi da 4 o 5 m, grazie :)

 

e usare il sistema, che a volte usano per i siluri, della cannula in gomma? c'e' rischio di danni?

 

se la vescica natatoria esce dalla bocca, non si lesiona sui denti?


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#8 riko

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Postato 09 July 2016 - 13:19 PM

Io, da ignorante, penso comunque che sia un insieme di fattori, che scatena il problema; combattimento, stress, shock termico, sbalzo di profondità.

Parlando con un lucciaro ieri mi ha detto che è intervenuto su di un luccio gasto pescato in 1.5/2 m. d'acqua, un mesetto fa. Dopo mezzora di orologio, passata a massaggiarlo dalla coda verso la testa e muovendo la coda a destra e sinistra si è ripreso, espellendo aria.

Ne deduco che non è solo la profondità l'unico fattore scatenante. 




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