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REPORT Raduno Feriolo - 28/29 settembre 2019

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IL CARBONIO, parliamone qui


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17 risposte a questo topic

#1 Repele Dimitri

Repele Dimitri

    Repele Dimitri

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Postato 22 August 2009 - 17:49 PM

Ringraziamo per la preziosa collaborazione FRANCESCA ,con questo articolo ci aiutera' a capire come cosa e perche' del carbonio , in maniera semplice ed esplicativa come piace a noi pescatori

Si premette che l'autrice non può dare pareri in materia di canne ma solo in tecnologia della lavorazione del carbonio

Scrivo questa piccola nota sul carbonio su invito di mio Padre (Marco1956)ad uso di voi pescatori che siete forse i massimi utilizzatori di questo materiale composito, io per lavoro realizzi vari manufatti in carbonio, tutti i pezzi che realizzo sono pezzi unici ricavati in generale da calchi di arti amputati e quindi sono presidi protesici destinati alla riabilitazione di persone che sfortunatamente hanno perso arti o parti di essi per traumi o per malattie degenerative, realizzo inoltre protesi sportive destinate ad atleti disabili di varie discipline sportive come la corsa, lo sci, il ciclismo ecc.
Purtroppo non ho mai realizzato canne da pesca se non qualche spezzone destinato a riparare i danni che mio padre ha combinato sulle sue canne ma il procedimento per la realizzazione di una struttura tubolare in composito di per se non presenta problematiche superiori a quelle di una analoga struttura destinata per esempio ad una protesi da gara per la corsa.
Innanzitutto non so se avete notato ma in generale io non parlo di carbonio ma di composito perché il carbonio da se non serve a nulla ma deve essere immerso in una matrice che nel caso di una canna da pesca è resina epossidica che a sua volta può essere usata tal quale o caricata con fibre sfuse o microsfere di vetro o altro materiale per aumentarne la densità.
Con il nome fibra di carbonio si intende un semilavorato a forma di tessuto o di nastro composta da tantissime fibre sottilissime di varia densità o titolo di modulo, ci sono anche fibre apparentemente uguali ma che vengono chiamate grafite, la grafite come anche il diamante è carbonio allo stato puro ma evidentemente con diversa cristallizzazione, la differenza tra fibre di carbonio e fibre di grafite è appunto la cristallizzazione, nel carbonio vi è anche una piccolissima percentuale di azoto, il processo per ottenere le due fibre è identico si parte da un polimero chiamato in gergo PAN poliacrilonitrile e per successivi riscaldamenti si ottengono le varie fibre, per avere il carbonio si arriva a 1800° mentre per avere la grafite si debbono raggiungere i 2200° tutte queste operazioni vengono effettuate in atmosfera modificata dove al posto dell' aria si immettono gas nobili tipo l' Argon.
Ad ogni modo allo stratificatore arrivano dei tessuti ( chiamate in gergo pelli ) che come dicevo prima hanno vari titoli di modulo e sono intrecciati in modo da essere poliassiali ovvero che generino la resistenza meccanica su più direzioni ( quello a quadretti ) o monoassiali che sono quelli che servono a garantire la resistenza in un determinato senso, in generale con i poliassiali si realizza la struttura di un manufatto e con gli altri si rinforzano i punti dove si presume venga esercitata un forza o un momento torcente.
Ho sentito parlare spesso mio padre di basso, alto, altissimo modulo come sinonimo di qualità di una canna da pesca, non c'è niente di più sbagliato, nei compositi il titolo o modulo viene scelto in base agli utilizzi dei prodotti finiti, per esempio se io dovessi realizzare una canna da pesca, e prima o poi mi sa che dovrò farlo, realizzerei in altissimo modulo il pezzo in basso in alto modulo il pezzo intermedio e in basso o bassissimo modulo la parte più sottile con un rinforzo sulla parte dove saranno montati gli anelli per sopportare la compressione dovuta alla piegatura che fa il pesce quando si vuole tirarlo su e questo perché la resina penetra e impregna in modo diverso, nel basso modulo la resina và ad impregnare meglio le fibre e questo conferisce elasticità e quindi minore possibilità di rottura al contrario un altissimo modulo è impregnato in modo più superficiale quindi avremo una struttura più rigida quindi più soggetta a lesioni, i compositi al contrario di altri materiali cedono di schianto senza nessun preavviso per questo è importante mantenere una raccolta dei dati di stratificazione per esempio se in un pezzo che ha ceduto ho usato 10 pelli di carbonio 4 poliassiali e 6 monoassiali quando rifaccio quel pezzo debbo sapere che rifacendolo debbo usare, per rimanere negli spessori indicati da progetto, 3 pelli poliassiali e 7 monoassiali.
Anche la resina ha la sua importanza io uso quasi solo epossidica da catalizzare, per avere una corretta impregnazione bisogna poter avere il tempo materiale per realizzare il manufatto quindi in generale uso poco catalizzatore che mi permette di mantenere fluida la resina per lungo tempo, su questo incide anche la temperatura dei prodotti e dell'ambiente, mantengo la resina in frigorifero fino all'ultimo momento e lavoro in un ambiente climatizzato, il fatto che la resina sia fluida è importantissimo anche per poter eliminare tutte le bolle d'aria che rimangono intrappolate fra i vari strati di pelle, le bolle sono un elemento di debolezza anzi sono, se presenti, sintomo di un prodotto malfatto e che non durerà a lungo, vi sono diversi metodi per eliminare le bolle il più usato nei processi industriali è l'autoclave dove i pezzi vengono portati a pressioni di 10 bar e quindi le bollicine d'aria che sono ad 1 bar tendono a rompersi e a disperdersi ( penso che le canne da pesca vengano fatte cosi ), altro sistema è il sottovuoto che è il metodo più usato in produzione di pezzi unici, in questo caso si mette il pezzo all'interno di un sacco di materiale plastico e con una pompa del vuoto si aspira tutta l'aria presente bolle comprese, il passo successivo è la catalizzazione e questa viene effettuata in un forno a temperature che vanno dai 45° ai 70° secondo la necessità, a temperatura più alta la resina polimerizza in meno tempo e in cristalli più piccoli aumentando la rigidità ovviamente è il contrario per temperature basse, è possibile catalizzare anche a temperatura ambiente ma occorre aumentare la quantità di catalizzatore e questo diminuisce il tempo di lavorabilità della resina, una volta effettuata la catalizzazione il pezzo deve essere pulito da eventuali residui come il sacchetto di polietilene e levigato per eliminare tutte le piccole imperfezioni, a me piace asportare tutta la resina fino a portare la fibra in vista e quando tutta la fibra è ben visibile con tutta la sua trama ( anche l' occhio vuole la sua parte ) inizio la verniciatura.
Anche la verniciatura è fatta in resina epossidica e valgono le stesse regole di prima, poco catalizzatore e lunghi tempi di essiccazione, in realtà dovrei dire le verniciature perché si passano almeno 5 mani di resina nei punti di sola vista e almeno 8 mani nei punti che andranno a contatto con metalli, l'essicazione degli strati di finitura se possibile va fatta con il pezzo in rotazione io uso un attrezzo che chiamo girarrosto ma che altro non è che un tornio che gira a 12 giri al minuto con questo attrezzo se devo fare del tubolare lo vernicio direttamente con il pezzo già in movimento verrà una verniciatura perfetta e alla fine sembrerà vetrificata.
E' molto importante isolare la fibra di carbonio dai metalli ed in particolare dall' alluminio perché il contatto fra carbonio e alluminio genera fenomeni di corrosione galvanica distruggendo il carbonio, guardando certe canne da pesca inorridisco quando vedo certi tappi di sotto in alluminio, nell'ultima canna che ha comperato mio padre l' ho praticamente obbligato a tagliare il pezzo con l'alluminio e a mettere un tappo di gomma.
Spesso mi sento chiedere se è possibile riparare una canna da pesca, alcune fratture da compressione per esempio se un ha inavvertitamente calpestato la canna sono tranquillamente riparabili altre come le troncature anche parziali no, in generale se vedete che nella canna le fibre monoassiali che sono disposte verticalmente sono intere o poco danneggiate e ve ne accorgete vedendo le crepe disposte in verticale, è possibile inserire un rinforzo interno e all'esterno rifare la verniciatura almeno di quel pezzo, la canna tornerà come nuova, se al contrario vedete una frattura orizzontale significa che si è verificato un cedimento strutturale che non è riparabile a meno che non siate disposti a "vedere" le pezze di rinforzo che dovranno essere sia interne che esterne.
Se servono altri chiarimenti basta chiedere , tenete presente però che io non faccio canne da pesca
Ciao Francesca

Gli Amici Della Topa
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La classe non è acqua ma prosecco! [cit.Repele Dimitri ]

#2 marco1956

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Postato 22 August 2009 - 18:05 PM

ieri sera mentre eravamo a mangiare castrato e polenta alla festa dell'unità :prost: la figliola mentre parlavamo del suo intervento mi ha espresso questo concetto che è semplice ma a cui io non avevo mai pensato, ad un tratto mi ha detto: lo si perchè le canne da pesca si rompono, perchè le fibre quando una canna si piega si comportano in modo diverso quelle dalla parte di sopra si allungano e diventano più sottili staccandosi dalla matrice e non partecipano alla resistenza della canna quelle dalla parte di sotto invece tendono ad ingrossarsi per lo schiacciamento ma non riescono ad ingrossarsi perche la matrice fino ad un certo punto lo impedisce, quanto la forza che spinge le fibre verso il basso è superiore alla resistenza della resina questa cede e a quel momento cede anche il carbonio che non è più contenuto da niente, quindi è meglio un prodotto con più resina e meno carbonio su tutte le parti che si devono piegare e il contrario sui pezzi che devono rimanere dritti
Semplice e geniale :) :) :)
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#3 walter

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Postato 22 August 2009 - 18:17 PM

:respekt: :gott:
" alt=" alt=


keep fightin' | if you can't follow me maybe you're not crazy enough... | devastazione, delirio, inutilita' e allegro sbarellamento :crazy:



 

лохі мы змаглі трапіць у ваш паршывы вэб -сайт з дапамогай дабрадушны вэб - качка

#4 The Legend

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Postato 23 August 2009 - 14:36 PM

Molto molto interessante
saluti

The Legend

#5 Jfish

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Postato 23 August 2009 - 15:05 PM

Grazie Francesca e Marco :up:
Resta in contatto con PescaNetwork anche sui nostri canali social:


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#6 Giampi

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Postato 23 August 2009 - 19:25 PM

Veramente molto interessante, ecco perchè le canne in alto modulo generalmente sono anche "molto delicate" :lol: :lol:
Ciao a tutti belly e brutti !!! Giampi

#7 BiGNiCeTrOuT

BiGNiCeTrOuT

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Postato 12 September 2009 - 17:40 PM

Sinceramente avevo intenzione di precisare un bel pò di punti (non quelli riguardanti la chimica e la lavorazione :wink: ) perchè alcune idee sono a dir poco sbagliate, (x farti/vi un esempio la differenza di modulo che adotteresti nelle tre teoriche parti in una canna, ma quello è il meno).....ma poi ho buttato clamorosamente dentro perchè bisognerebbe scrivere un libro e troppi i punti sui quali discutere.... :wink: Non me ne volere...
La costruzione di una canna è cosa totalmente diversa, anche se hai scritto cose giustissime sulla preparazione di una canna da pesca in carbonio nell'ultima parte, ma non penso che quest'ltima parte sia farina del tuo sacco siccome hai scritto rigorosamente che non fai canne da pesca(anche se hai anche scritto di ripararne alcune)...piuttosto sembra completare un discorso di chimica e preparazione che non sarebbe servito a nulla IMHO, per quanto correttissimo e molto preciso, senza un accenno alla costruzione...quindi sapienza tua( :gott: )..+ ricerchina?! :)
Per il resto, post e precisazioni davvero illuminanti :D :D :wink: e fai anche un lavoro che aiuta tante persone, i + sinceri complimenti :)

Mario
Andiam sui bricchi, ci sbucciamo, ci sporchiamo, bestemmiamo, e con la trotona ci divertiamo azzzzzzzzz

#8 trix

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Postato 13 September 2009 - 23:06 PM

Ciao volevo congraturarmi per l'articoletto sul carbonio che giudico un pochino pesantino da leggere ma alla fine molto interessante . Grazie Francesca
La pesca è una disciplina di autocontrollo , quindi se non prendi niente oggi non ti scomporre che domani andrà meglio ...... forse !!!!

#9 zio

zio

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Postato 15 September 2009 - 15:41 PM

bellissimo Articolo Grazie Francesca e grazie Marco!
:wink:
Fà balà la cana...

#10 Cyrano

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Postato 18 September 2009 - 12:38 PM

Complimenti per l'articolo.
avrei due domandine " tecniche" :D

1) Si dice che i caschi ( da moto ) con calotta in carbonio col passare del tempo migliorino le proprie caratteristiche ( di resistenza alla caduta o all'urto generico ). Insomma il carbonio stagionato migliorerebbe :D e' vero ?
2) Se la risposta alla domanda precedente e' positiva , succede anche alle canne questo meglioramento " temporale " ?

grassie !


Ciauzzz
Hoocked on Fishing ! ~~ Life in a Spin !

#11 BiGNiCeTrOuT

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Postato 19 September 2009 - 14:39 PM

Complimenti per l'articolo.
avrei due domandine " tecniche" :D

1) Si dice che i caschi ( da moto ) con calotta in carbonio col passare del tempo migliorino le proprie caratteristiche ( di resistenza alla caduta o all'urto generico ). Insomma il carbonio stagionato migliorerebbe :D e' vero ?
2) Se la risposta alla domanda precedente e' positiva , succede anche alle canne questo meglioramento " temporale " ?

grassie !


Ciauzzz



Bisognerebbe far rispondere Francesca..
però io ti posso dire che, se il carbono stagionato migliora non so :? :? :? , ma dopo una caduta in moto(facciamoci bi e tricorna perchè sono appassionato anch'io) andrebbe buttato qualsiasi casco se si scalfisce, lo dicono anche le case produttrici, perchè la trama è irrimediabilmente compromessa e una seconda caduta con lo stesso casco non è consigliabile...un pò come se prende una bella botta una canna, bisogna stare attenti le volte sucessive...poi posso anche aere un'idea sbagliata.. :wink:
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#12 Cyrano

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Postato 19 September 2009 - 15:18 PM

Si , lo so che il casco va cambiato dopo una caduta , con urto annesso.
ma il discorso che si fa tra motociclisti e' questo : " i caschi in policarbonato andrebbero cambiati ogni 5 anni , anche se non hanno mai subito urti , perche' col tempo il policarbonato si degrada e non offre piu' la sicurezza iniziale.
Mentre questo non dovrebbe succedere coi caschi in carbonio , dato che non solo non si degradano , ma anzi migliorano col tempo ( almeno la calotta ). "

:D


Ciauzzz
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#13 ivan from trigno

ivan from trigno

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Postato 28 October 2009 - 00:23 AM

articolo molto bello, penso che per te siano cose elementari, ma almeno a me interessano moooolto! soprattutto per quanto riguarda i motori (auto e moto)....che materiale fantastico il carbonio (anzi, il "carbonio lavorato"...visto ho imparato :lol: )
-Il Catch And Release non è un modo di dire... non si rilascia un pesce perchè "è il regolamento" o perchè "spero di ritrovarlo e riprenderlo"...un pesce lo si rilascia per la semplice e genuina ammirazione di esso... quando si è colpiti dalla bellezza della natura che ti circonda e dei suoi abitanti, quando si è consapevoli della loro straordinarietà, sia nella loro bellezza che nei loro comportamenti, il C&R diviene non una scelta, ma una semplice ed ovvia conseguenza...e la giusta compensazione per quel piccolo peccato d'egoismo qual'è la pesca; non si puo rovinare tutto ciò, perchè è strordinario.-
-Il miglior modo per godere di questo paradiso, è pescarci-
-La frase più bella del mondo non è "ti amo" ma "ce l'ho!!"-

#14 jar

jar

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Postato 20 December 2009 - 21:45 PM

Sinceramente avevo intenzione di precisare un bel pò di punti (non quelli riguardanti la chimica e la lavorazione :wink: ) perchè alcune idee sono a dir poco sbagliate, (x farti/vi un esempio la differenza di modulo che adotteresti nelle tre teoriche parti in una canna, ma quello è il meno).....ma poi ho buttato clamorosamente dentro perchè bisognerebbe scrivere un libro e troppi i punti sui quali discutere.... :wink: Non me ne volere...
La costruzione di una canna è cosa totalmente diversa, anche se hai scritto cose giustissime sulla preparazione di una canna da pesca in carbonio nell'ultima parte, ma non penso che quest'ltima parte sia farina del tuo sacco siccome hai scritto rigorosamente che non fai canne da pesca(anche se hai anche scritto di ripararne alcune)...piuttosto sembra completare un discorso di chimica e preparazione che non sarebbe servito a nulla IMHO, per quanto correttissimo e molto preciso, senza un accenno alla costruzione...quindi sapienza tua( :gott: )..+ ricerchina?! :)
Per il resto, post e precisazioni davvero illuminanti :D :D :wink: e fai anche un lavoro che aiuta tante persone, i + sinceri complimenti :)
Mario


Caro Mario,
quoto tutto quello che hai scritto comprendendo benissimo a cosa ti riferisci :wink: e perdona la mia intromissione, ma permettimi di suggerirti di fare una critica costruttiva a quello che hai letto, non limitandoti semplicemente a contestare il post. Se replichi affermando che ci sono molti errori, ammesso che siano numerosi (e ce ne sono alcuni anche concettuali, a mio avviso), potresti anche fare un "piccolo sforzo" e cominciare un "abbozzo di correzione" o un dibattito in merito, altrimenti contribuisci anche tu alla diffusione di informazioni errate e inoltre si lasciano i lettori con dei dubbi sulla veridicità di ciò che si legge. E' "presuntuoso" (perdonami il termine) da parte tua giustificarsi dicendo che "ci vorrebbe un libro" per correggere, senza poi dire che cosa è sbagliato, e soprattutto omettendo ciò che sarebbe corretto, ma siamo in un ambiente che serve proprio a chi ne sa di meno a capire le cose come stanno, usufruendo proprio di chiarimenti o contributi come quelli che potresti dare tu, e credimi che sono molto più utili di una critica fine a se stessa. Ti invito, pertanto, a cominciare (non devi per forza) uno spunto di critica a cui, chi vuole, può provare a rispondere.. d'altronde il topic si chiama "il carbonio, parliamone qui". Saluti,
Jar
:)
><(((°> ...piccoli cambiamenti nelle montature portano grandi differenze nelle catture...><(((°>

#15 lattegrappa

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Postato 23 August 2010 - 10:13 AM

Mi permetto di rispondere,visto che dei compositi ho studiato l'applicazione(non la produzione,o perlomeno le basi) e ne ho visto parecchio di applicato,testato e rotto.
Mi limito a rispondere a una domanda basilare per la sicurezza:
-Le canne,i caschi(o altro) in fibra di carbonio si autoriparano/migliorano nel tempo?

La risposta è un NO grosso come una casa,e vi invito a girarla a chi aveva quel dubbio.

Non ha nessuna proprietà magica che migliori la struttura nel tempo.Forse su Focus o da altre parti potete leggere di compositi "autoriparanti",ma non sono rose e fiori come suggerisce il termine,e sicuramente non li trovate in nessun casco o canna in commercio a nessun prezzo.
Come tutti i materiali rigidi soffre di rotture e della fatica(i famosi "anni che passano").
Oltretutto come ha spiegato francesca la fibra di carbonio è un composito,e questo fa sì che sia particolarmente rognoso e opinabile quantificare un danno ma anche solo capire se il danno c'è.E poi c'è la rogna della riparazione,e vi assicuro che,anche dove non ci sono limiti di budget,le scelte attuali sono:
1)mettiamo una toppa grande e siamo a posto
2)mettiamo una toppa piccola e speriamo tenga
3)butta il pezzo e ordinane uno nuovo dall'officina
quindi NON mi metterei mai a rattoppare un casco in carbonio o a pensare se quella pacchetta è seria o no.

Può invece essere,ma bisogna sentire chi li produce,che qualche resina usata come matrice si indurisca (attenzione:rigido non vuol dire più resistente) leggermente nel tempo o con l'esposizione agli uv,e che quindi uno senta la canna più "precisa".
Non sono tanti quelli che hanno pescato una trota tirando il filo con le mani,credo.

#16 0376davide

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Postato 22 August 2012 - 19:10 PM

complimenti e grazie. ho imparato cose molto interesanti .ciao francesca :2thumbs:

#17 fabio145

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Postato 25 September 2012 - 12:47 PM

Salve.Il post è datato un bel pò, ma mi faceva piacere complimentarmi con l'autrice della spiegazione.
Per quanto riguarda l'usura nel tempo del carbonio volevo sottolineare che il carbonio o meglio lafibra di carbonio è un materiale "legato" ad altri componenti,i quali lo tengono anche al riparo dalla corrosione da sfregamento,quindi l'usura è dovuta anche alla qualità del prodotto "collante".Lavoro nel campo della meccanica di precisione (satelliti,antenne militari ecc.)quindi ho la possibilità di maneggiare e lavorare fisicamente la fibra di carbonio.Concludo dicendo
La fibra di carbonio (varie tipologie) OTTIMA RESISTENSA MECCANICA ALLA FATICA ma scarsa resistenza allo SFREGAMENTO.Quindi le nostre belle canne da pesca nel tempo PEGGIORANO e NON MIGLIORANO!!!
Saluti a tutti e buon carbonio!

#18 Peppe ItRB

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Postato 10 December 2013 - 10:52 AM

Il post mi è saltato subito all'occhio... per vari motivi sono molto interessato al carbonio ;-)

Discorso affrontato tante volte, su ItRB, su altri forum, tra amici più esperti, meno esperti, etc.
Discorso lungo e spesso controverso, e questo perchè tutto passa attraverso il come si vuole lavori una canna in quella tecnica, e non solo... anche attraverso il come ognuno di noi lavora in quella tecnica...
Di certo c'è che alto modulo alto, basso, medio, high modulus, high strenght... ce n'è tanti davvero. Conoscerlo bene vuol dire saper far fare ad un attrezzo il lavoro che gli si chiede, sapere come utilizzarlo nel migliore dei modi.
Poi ci sono tanti punti di vista : quello del produttore, quello del designer, quello dell'utilizzatore...
Il discorso sarebbe lunghissimo davvero e non è possibile espletarlo tutto su un post...
Le cose scritte da Francesca sono esatte per un tecnico, la disposizione dei diversi moduli teoricamente valide, ma una canna non deve solo sopportare lo sforzo del recupero, deve anche 'comunicare', è un tramite tra te ed il pesce, quindi deve riuscire a trasportare, nello spinning ad esempio, ogni tocchetto ad una gomma, per animarla a dovere, ma deve anche lasciare avvertire la piu piccola tocca, quindi un cimino in basso modulo non è proprio esatto, perchè non comunicherebbe nulla... mentre sarebbe molto utile in situazioni nelle quali il suo lavoro non è comunicare ma solo resistere e forzare, nel jigging ad esempio, nel surf in certe situazioni, a spinning coi cranks...tutto dipende da cosa  si vuole faccia una canna.
Per dirla in soldoni i vari carboni possono essere considerati un po come i colori sulla tavolozza di un pittore...diversi colori da utilizzare saggiamente dove servono per comporre il tutto ;-)




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